La Grande Divergenza segna uno spostamento tectonico nella storia dei microprocessori. Tra il 2001 e il 2009, le traiettorie prestazionali di CPU e GPU si sono separate formando gli "aperti mandibole" di un'ampia lacuna di capacità. Mentre le CPU tradizionali hanno raggiunto la Barriera dell'energia—dove l'aumento delle frequenze di clock generava calore insostenibile—le GPU hanno sfruttato la loro vasta base di utenti finali base installata nel settore dei videogiochi per finanziare una transizione verso un parallelismo estremo.
Il punto di svolta
Nel 2003, la differenza cominciò a crescere. Le CPU rimasero ottimizzate per logica sequenziale e latenza, mentre le GPU dedicarono il loro budget di transistor a Unità Logico-Aritmetiche (ALU). Questo ha portato a una transizione da Gigaflops (GFLOPS) a Teraflops la produttività per le GPU, mentre le CPU seguirono una curva di crescita molto più piatta.
Nel 2009, una CPU Intel i7-960 di fascia alta offriva circa 70 GFLOPS, mentre la NVIDIA GTX 280 raggiungeva quasi 933 GFLOPS. Non si trattava solo di un aumento di velocità; era un ripensamento fondamentale del modo in cui calcoliamo, con la priorità data alla produttività rispetto alla velocità individuale delle istruzioni.